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ISBN: 978-88-99896-68-3

GENTE DI MARE 3. Verso il Novecento

Venne il Novecento e dai porti siciliani non partirono più i brigantini su cui capitani ed equipaggi s’erano avventurati negli oceani a loro sconosciuti. Era il secolo del Progresso e il progresso aveva bisogno di velocità, non poteva più navigare a vento. Non accadde, naturalmente, da un giorno all’altro. Fin dalla seconda metà dell’Ottocento la parola chiave era diventata […]

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Venne il Novecento e dai porti siciliani non partirono più i brigantini su cui capitani ed equipaggi s’erano avventurati negli oceani a loro sconosciuti. Era il secolo del Progresso e il progresso aveva bisogno di velocità, non poteva più navigare a vento. Non accadde, naturalmente, da un giorno all’altro. Fin dalla seconda metà dell’Ottocento la parola chiave era diventata Vapore ma ancora negli anni prossimi alla prima guerra mondiale, velieri palermitani, messinesi e trapanesi facevano la spola con i porti delle Americhe, e il Mediterraneo era solcato dalle snelle golette comandate dai padroni marittimi, e spesso semplicemente da «marinai autorizzati». Ci furono capitani che non abbandonarono mai la vela e che presero imbarco su un piroscafo solo a fine carriera, per completare gli anni di navigazione necessari per la pensione, come il capitano Giovanni Carson, discendente di un disertore scozzese che aveva combattuto con Nelson a Trafalgar. In quei mari ormai percorsi dal fragore infernale e meccanico delle caldaie, una famiglia di armatori palermitani – l’unica sopravvissuta fra quelle della grande marineria e tuttora in piena e cosmopolita attività – battezzò Silenzio il suo brigantino. E un capitano trapanese e sua moglie, nella traversata di ritorno da New York sul loro clipper  Silverstream regalarono al figlio, appena nato in pieno oceano, come secondo nome Atlantico. Per la prima volta nell’ultrasecolare storia della navigazione, sui registri delle capitanerie furono scritti nomi di donna; quattro giovani signore palermitane furono imbarcate, cameriere sui piroscafi passeggeri. Mutarono i nomi di battesimo dei bastimenti. Sbarcarono di poppa dai velieri santi, dei e semidei dell’Olimpo e presero il loro posto sui piroscafi quelli riferiti a località geografiche, città e nazioni: o a re e regine, principi e principesse; qualcuno fu dedicato allo spirito dei tempi, Avanti, Attività, Elettrico.
Veste editoriale:
Cucito filo/refe in Brossura
Colori interno: Monocolore
Foto/Illustrazioni: NO