DILETTANTE PER PROFESSIONE

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Descrizione

La cultura non si mangia. È immateriale. Non vale nulla. Ma proprio per questo lavora come unità di misura dei beni, di quel che consumiamo.Gusto, consistenza, appetibilità, colore, significato dei cibi e di ogni altro bene materiale, sono forgiati e misurati dalla cultura, da quel che non vale ma fa valere. D’altronde, le cose non dicono nulla di se stesse, resderenonpredicatur. Metafora storica e naturalistica della cultura sono i semi di carrubbo, i carati. Non valgono nulla, ma hanno la caratteristica -erroneamente attribuita nell’antichità-di essere tutti uguali, della medesima forma e di peso uniforme, 1/5 di grammo: perfetto strumento per misurare il mondo e ciò che in esso vale. In arabo, charrub significa ‘che vale l’uguale’; il suo seme, khirat, nella versione greca keràtion, è divenuto poi ‘carato’, ed è ancora oggi indicato per antonomasia come l’unità di misura dei diamanti, delle pietre preziose in genere, delle perle e infine dell’oro. La storia ha voluto che il senza valore scandisse la sostanza e le quantità dei beni più preziosi. Di qui il nome e il logo della collana. La cultura è un traduttore universale, unità di misura delle cose del mondo. Ma a differenza dell’altro traduttore universale, la moneta, nel definire equivalenze essa genera nuovi valori e significati. In un mondo segnato da conflitti e antagonismi fra i c.d. patrimoni culturali, fra tradizioni trasformate in cose e vessilli identitari, la capacità di tradurre propria della cultura deve vestirsi oggi di connotazioni interculturali, per farsi ancora carato dei differenti universi umani e delle loro diversità. Con ‘i carati’, Torri del Vento vuole contribuire a diffondere gli strumenti filosofici, antropologici, politici e letterari per misurarsi reciprocamente, perché gli individui delle diverse culture del pianeta possano imparare a mangiare insieme

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