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    Ricca Mario

ISBN: 978-88-97373-00-1
Categorie: ,

Polifemo. La cecità dello straniero

di: Ricca Mario

Cosa ha da dire Omero sulle migrazioni d’oggi? Quale messaggio è cifrato nelle avventure del suo eroe, Ulisse? Forse ‘nulla’ è la risposta più esatta. Entrambi ormai tacciono. Ma è la storia a far riecheggiare le loro parole trascorse. A distanza di 2700 anni dal tempo del padre-poeta dell’Occidente, il migrare si è fatto condizione […]

14,00

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Cosa ha da dire Omero sulle migrazioni d'oggi? Quale messaggio è cifrato nelle avventure del suo eroe, Ulisse? Forse 'nulla' è la risposta più esatta. Entrambi ormai tacciono. Ma è la storia a far riecheggiare le loro parole trascorse. A distanza di 2700 anni dal tempo del padre-poeta dell'Occidente, il migrare si è fatto condizione intrinseca persino dell'essere stanziali, e il muoversi, per riflesso, significa attraversare mondi già resi familiari dalla comunicazione globale. Essere migrante è divenuta insomma connotazione universale dell'esperienza umana. Retrospettivamente, come in un esercizio fantastico di archeoantropologia letteraria, è possibile e in un certo senso inevitabile rintracciare nelle avventure di Ulisse il prototipo dell'odierna grammatica dello spostamento e dell'incontro, del fuori e della casa, dell'anelito attraverso l'altrove alla creazione di una propria dimora. Tutto è condensato nel paradigma dell'ospitalità, trasfigurato e perciò scarnificato nel confronto tra Ulisse e Polifemo. Nell'antro del Ciclope si consuma il dramma dell'accecamento, della cecità causata dall'Altro e prima ancora rivolta contro di lui: riflesso e icona dell'inospitalità e dell'incapacità di conoscere e riconoscersi nell'estraneo. L'odierno dà voce a quell'avventura, alle sue immagini, perché l'antro di Polifemo si svela metafora presente dell'intero pianeta, dove tutti si scoprono ormai ignari migranti reciproci, ospiti involontari dell'Alterità. Lo spazio globale è intimamente e ineluttabilmente condiviso da tutti; l'essere autoctoni o stranieri non è più che un momentaneo costume di scena, pronto ad essere scambiato. Al fondo, proprio quel che Omero narra di Polifemo e Ulisse, schiudendo così le conseguenze del loro incontro alla nostra coscienza di moderni attraverso l'immagine dell'infinito viaggiare, l'Odissea, assunta come condizione esistenziale dell'umano e fine immanente alla sua eterna avventura conoscitiva.
Veste editoriale: Cucito filo/refe in Brossura
Colori interno: Monocolore
Foto/Illustrazioni: NO
Autore: Ricca Mario
Mario Ricca, docente universitario, insegna all'università di Parma... ma è nato in Sicilia. Autore di saggi, tra cui Oltre Babele, Dedalo, Bari 2008; Dike meticcia, Rubbettino, Soveria Mannelli 2008; Riace, il futuro è presente, Dedalo, Bari 2010. Si occupa di intercultura ed è presidente di IDEDI (Intercultura, Democrazia, Diritto). Per la narrativa, ha pubblicato, L'isola invisibile, Iride, Soveria Mannelli, 2007. Ma, soprattutto, è papà.