LETTERE DALL’AMERICA -1930-1932

LETTERE DALL’AMERICA -1930-1932

18,00

Descrizione

Il libro di Ferdinando Sesti Lojacono, «Lettere dall’America 1930-1932», Torri del Vento edizioni 2020, curato da Flavia Schiavo e Maurizio Schiavo (entrambi pronipoti), raccoglie deliziosi, acuti, sorprendenti scritti, short sketches from life, bozzetti, racconti di costume, che il «Giornale di Sicilia» pubblicò durante gli anni ‘30, in una rubrica settimanale chiamata «Lettere dall’America. PICNIC». Tutto questo, mentre l’Italia viveva una stagione disastrosa, tra dittatura e cataclismi economici e l’America era immersa nella nerissima Great Depression del ‘29.

Ferdinando Sesti Lojacono, che emigrò in America nel 1923 quando era poco più che ventenne, grande affabulatore, finemente beffardo nelle sue «Lettere dall’America», racconta dei suoi primi giorni sconclusionati alla ricerca di un’occupazione a New York (dove aveva insegnato latino; imbalsamato una vecchia italo-americana, assunto occasionalmente da un becchino; disegnato vignette pubblicitarie per un venditore ebreo di pellicce…) e narra della conquistata serenità economica di uomo sposato e di successo in puro american style, fin dagli esordi come pubblicitario a Pittsburgh per uno dei maggiori impresari statunitensi del settore, Mr. Edgar J. Kaufmann, proprietario del Kaufmann’s Department Store.

In questi bozzetti l’autore mostra sempre un lato inedito delle cose, un cambio di prospettiva per rivelare, oltre gli stereotipi, la polifonia urbana e culturale dei primi del Novecento come fosse un racconto cinematografico o una sinfonia di Gershwin.

Emergono, così, toni e semitoni, istantanee e lampi della modernità, città, eventi e soggetti, che hanno fatto la storia del Novecento, ricondotti all’umano e al quotidiano. New York, degli anni ’20 e descritta come «una caldaia in ebollizione il cui contenuto viene a galla per un attimo e scompare, un mare in tempesta» era la sua “casa”, Kaufmann, il committente della Fallingwater (la “casa sulla cascata”) di Frank Lloyd Wright, una delle più importanti architetture del Novecento, era il suo boss, e il grande FLW, era tratteggiato come “umorale”, piuttosto che unicamente come un grandissimo Maestro, e come proclive a progettare soffitti e parapetti bassi solo perché non fosse imponente di statura.

Metropoli mitiche, Statue e Icone trasformate in carne e sangue, vivono in un racconto in cui idoli e miraggi prendono forma, con le loro debolezze, e gli avvenimenti della storia assumono trasparenze e sfumature vitali.

 

Hai appena aggiunto questo prodotto al carrello: