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  • La notte dentro di: Scrima Francesco 12,00

    Sicilia, anni Settanta: un giovane insegnante, in fuga dal suo mondo e da se stesso, si trasferisce in un liceo del profondo Sud, durante gli anni difficili della contestazione studentesca. Qui entra in contatto con una realtà
    ostile e, apparentemente, priva di stimoli, ma il rapporto con un’alunna rimette in movimento le sue tensioni: quella intellettuale, che si concretizza nell’impegno sociale e politico, e quella sentimentale, che
    approda nel concepimento dell’amore assoluto.

    La notte dentro è la storia di due passioni che si consumano fervidamente nel travaglio febbrile di una breve stagione. Essa si presenta come il doloroso frutto di un recupero dai meandri della memoria, laddove i ricordi più forti riposano, inerti e pazienti, in attesa che un giorno qualcosa, – una spinta emotiva, una sensazione, un leggero moto dell’animo, – li richiami a quella seconda e definitiva vita, cui anelano.

  • Il Dubbio di: Pepe Damiano (Nuccio) 9,00

    “Il dubbio è un omaggio alla speranza”. Io chi sono?
    È la domanda di ogni essere umano, ansioso di conoscere se stesso, la propria identità, i propri genitori.
    A questa domanda risponde una storia vera, vera e crudele come milioni di altre storie, a testimoniare umanità e brutalità, entrambe, l’una e l’altra, proprie di esseri umani, talora di uno stesso essere umano.

  • Vivere insieme di: Sossai Maria Rosa 22,00

    L’arte come azione educativa

    Il volume ripercorre, nella prima parte, le sperimentazioni storiche di pedagogia radicale che hanno caratterizzato l’evolversi dell’edu-cazione e della ricerca artistica contemporanea, offrendo una mappa delle best practice nel campo della creazione legata alla formazione. Nella seconda parte una serie di esercizi concepiti da artisti e collettivi sotto forma di istruzioni, frasi, pensieri, innescano spazi di libertà creativa, avviando in modo vitale e dialettico processi
    ed esperienze di attivismo sociale. L’orientamento degli artisti verso forme di condivisione della conoscenza informali e auto organizzate hanno cambiato l’idea di curatela, di apprendimento e di opera d’arte.

  • Sfidando l’ignoto di: Varzi Sandro, Varzi Salvatore, Dell’Aira Alessandro, 12,00

    Antonello e l’enigma di Cefalù

    Sfidando l’Ignoto smentisce la diceria che l’Ignoto del Mandralisca fu acquistato a Lipari dal barone Enrico Pirajno. Lo dimostrano un sigillo e l’involucro di una lettera.
    Da qui la proposta di identificare l’Ignoto con un misterioso umanista, che dopo avere incontrato Antonello si stabilì a Cefalù. Il ritratto dovette giungervi con lui. La sua fortuna – del ritratto, intendiamo – inizia poco prima dello sbarco in Sicilia dei Mille.
    Ma l’astro dell’umanista era tramontato da tempo…

  • UNE ÎLE À SOI di: 18,00

    Vent’anni di ricerca in Sicilia

  • Le toilette della signora del Liberty di: Giannilivigni Ketty 14,00

    Tra Ottocento e Novecento nella Palermo internazionale dei Florio la cronaca mondana ruota attorno a Francesca Jacona di San Giuliano, moglie
    di Ignazio junior, la mitica donna Franca, il cui fascino travalica i confini dell’Isola e dell’Italia. A suo agio nei salotti e nelle feste del gran mondo, Franca Florio non si lascia imbrigliare nel cliché di “donna fatale” che ammalia gli uomini e li travolge come una moderna Circe.
    E pur rimanendo vincolata all’ideale borghese che delimita l’azione delle donne all’interno di un rigido codice comportamentale, sfugge allo stereotipo di “angelo del focolare”.
    Le sue toilette – abiti, accessori, gioielli – e il suo modo di mostrarsi in pubblico – documentato dalle foto e rintracciato sulla stampa dell’epoca – ci
    restituiscono l’immagine di una dama fiera e statuaria che si sporge dai palchi della mondanità e si impone per i suoi tratti singolari apparentemente indiscernibili.

  • Profumo d’arance amare di: Leto Salvatore 14,00

    Un sogno così nitido da mettergli addosso, proprio a lui che non aveva mai scritto prima, l’urgenza di fissare le immagini che vede e le parole che ascolta nel sonno. Un sogno a puntate, durato sette notti; una trama regalata durante la notte e fissata il giorno successivo: è da questa curiosa esperienza che nasce Profumo d’arance amare.
    Uno spaccato della terra di Sicilia, con le sue contraddizioni, i suoi costumi e i suoi modi di dire. Un mondo aspro e dolce, quello sognato, dove il profumo delle arance amare esalta la bellezza e la fierezza delle donne di una terra tanto misteriosa quanto affascinante.

  • Morino, Racioppi e Cappeddi di: Marchese Pasquale 18,00

    La vita quotidiana a Partinico nell’800.

     

    Dopo avere recuperato e riordinato ciò che rimaneva delle carte dell’800 custoditenell’archivio storico del Comune di Partinico, Pasquale Marchese ha selezionato un corpus di 207 documenti che offrono uno spaccato della vita quotidiana e amministrativa del paese. Personaggi ed eventi di un microcosmo
    agrario della Sicilia occidentale emergono in tutta la loro problematicità come in una pièce teatrale. Preceduti da un’introduzione che fa da cornice e commentati
    singolarmente con spirito critico, ironia e talvolta vis polemica, questi documenti costituiscono non soltanto i frammenti di vicende locali, né semplicemente lo
    specchio di dinamiche sociali apparentemente marginali, ma testimoniano al tempo stesso di come si possa seguire il filo della storia generale di una nazione
    anche da un osservatorio periferico.

  • Palermo dietro i vetri di: 18,00

    La città, i suoi scrittori.
    Le finestre sono luoghi privilegiati di osservazione, specialmente se chiuse, specialmente se dietro i vetri la luce è spenta. Si osserva non visti ciò che accade nel mondo, come se il mondo non ci appartenesse; ci si perde nei propri pensieri osservando un punto nel vuoto, si fantastica, si costruiscono storie.
    Abbiamo chiesto a ventotto scrittori palermitani, per nascita o per adozione, di raccontare ciò che “vedono” dalla loro finestra, senza dare loro ulteriori indicazioni. Ne è risultato un caleidoscopio letterario, che racconta meravigliosamente i mille e mille volti di Palermo, le sue strade, le sue persone, le sue storie. Un percorso attraverso le contraddizioni e le idiosincrasie di una città che lotta ogni giorno per riaffermare se stessa, per salvare la propria identità senza rinunciare alla modernità.

  • La Sicilia che non c’è di: Butera Salvatore 14,00

    Dalle strade di Palermo percorse e ripercorse fra nostalgia, sconforto e difficili con- fronti, alle vicende economiche di un’Isola della quale viene messa in dubbio l’appartenenza stessa alla comunità nazionale, anche in conseguenza del fallimento dell’Autonomia regionale; dalle sorti del Banco di Sicilia, finito non per presunte con- giure nordiste quanto piuttosto per suoi limiti interni, ai molti ricordi, alle testimonianze, ai libri letti e amati. Salvatore Butera conduce ancora una volta in queste pagine la sua battaglia solitaria alla ricerca di una Sicilia che non c’è, una Sicilia che nonostante tutti i mutamenti e i molti passi in avanti non si può ancora definire pienamente moderna, interessata al progresso del Paese di cui è parte e che però così poco la conosce. Torna la Sicilia segregata di Gentile? Certamente no, dopo un secolo i tempi sono troppo cambiati. Ma l’opinione pubblica italiana continua a confinare l’Isola in un cantuccio marginale su cui sta scritto “mafia” e “Autonomia regionale”, entrambe fi- nite. Una terra che cresce nel turismo e nell’enogastronomia ma che stenta a farsi largo nelle attività produttive, nella concorrenza, nella competizione del mercato. Utopia? Forse, ma anche passione civile e coraggioso impegno personale.

  • Gente di mare di: Genco Mario 15,00

    Quello che vi accingete a leggere è il primo di tre libri che ricostruiscono una storia possibile della marineria siciliana dalla fine del XVIII secolo alla prima metà del XX. Una storia – in gran parte dimenticata o rimossa – scritta soprattutto negli enormi registri della Matricola della Gente di Mare di 1a Categoria dove per secoli la Capitaneria di Palermo e quelle di altri porti siciliani hanno minuziosamente annotato la vita marinara di migliaia di navi e marinai. Così, assecondando le suggestioni proposte da quei grandi registri, estendendo le ricerche negli archivi – da quelli statali e comunali a quelli parrocchiali e scolastici – nelle biblioteche e in piccola parte nel web, si sono ricostruiti, dentro una trama a maglie larghe ma sufficienti, la nascita e lo sviluppo della marineria mercantile dell’Isola. Quando i ragazzini imbarcavano come mozzi a otto anni, a diciotto uscivano dal Collegio Nautico con la licenza di ufficiale e a ventiquattro erano già capitani di lungo corso e comandavano i brigantini che si avventuravano nell’Atlantico, nel Mar Nero, nel Baltico; e nei mari del Sud, a loro ancora ignoti, dove trovavano le spezie e, almeno una volta, morte per eccidio. Si racconta di secolari capitani di mare, spesso imparentati strettamente – Fileti, Di Bartolo, Montechiaro, Pirandello, Rallo, Corrao,Vella, Stabile, Trifiletti, Corvaja, Costa, Culotta, Anatrà, Kirchner, Riso, Barbaro, Bot- tone, Laganà, Luna, Buonocore, Mattina, Messina, Naccari, Noera, Onorato, solo per citare i nomi presenti nei tre volumi, tra diecine di altri, per esempio i Pedone e i Parrinello – di come i più antichi fra essi fossero riusciti a conoscere finalmente la rotta giusta per gli Stati Uniti, dimenticando le maligne e fuorvianti indicazioni dei capitani americani.

  • L’isola di zucchero di: Monreale Nino 14,00

    L’industria della canna da zucchero in Sicilia (secc. XV-XVII)

    La Sicilia che si troverà qui è una terra di colture specializzate, di “industrie”, di grossi investimenti, di importanti scambi commerciali, di grandi profitti, di successi economici plurisecolari, ben diversa da quella “vinta” dei baroni e del grano che avrebbe perso, chissà quando, il treno della modernità. Tra i primi del Quattro, per tutto il Cinque e gran parte del Seicento è un quadro largamente positivo, e l’industria dello zucchero ha fatto la sua parte, contribuendo e approfittandone. Ma è una storia conosciuta poco e male, rispetto al peso e al significato che ha avuto nella economia dell’Isola. Farla conoscere ad un pubblico di non-specialisti, sfrondando i risultati di una precedente monografia, è lo scopo di questo libro.