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  • Piccole miserie della vita coniugale di: De Balzac Honorè 12,00

    Piccole miserie della vita coniugale (Petitesmisères de la vie coniugale, 1846) insieme a La Fisiologia del matrimonio (La Physiologie dumariane, 1829) fa parte degli Études analytiques, la terza ed ultima sezione nella quale è suddivisa “La Comédie humaine”, titolo che Balzac utilizzò per racchiudere il corpus delle sue opere. In questo scritto l’Autore delinea magistralmente tutta quella serie di avventure e disavventure sentimentali, finanziarie e familiari che caratterizzano la vita di coppia, una vita già passata al microscopio da La Fisiologia del matrimonio ed ora approfondita anche grazie alle maggiori conoscenze dell’animo umano e delle dinamiche sociali che Balzac acquistò con il passare degli anni, frequentando i maggiori salotti parigini, ma soprattutto le donne, della cui interiorità dimostra un’approfondita conoscenza.

  • Regine. Ritratti di nobildonne siciliane (1905-1940) di: Anselmo Daniele 12,00

    Regine. Ritratti di nobildonne siciliane raccoglie gli articoli dedicati alle nobildonne siciliane, che la rivista REGINA pubblicò tra il 1905 e il 1914.
    Donna Franca Florio, Donna Anna Florio di Montereale, le Principesse di Trabia, di Ganci, di Cerami e di Paternò, le Marchese Capizzi e De Seta, la Baronessa Zappalà-Grimaldi, la Contessa Trigona di Sant’Elia, la Duchessa dell’Arenella sono solo alcune delle nobildonne palermitane e catanesi cui la rivista dedicò le sue prime pagine esaltandone il fascino, la bellezza, l’intelligenza e i modi aristocratici. Nata da un’idea di Daniele Anselmo e Giovanni Purpura, la raccolta vuole dare un contributo di documento storico al già vasto panorama di pubblicazioni sulla belle époque, facendo parlare, nel loro linguaggio colto e seducente, i cronisti di allora.

  • Il Diario d’un pellegrinaggio di: Jerome K. Jerome 12,00

    Il Diario d’un pellegrinaggio (The Diary of a pilgrimage) venne pubblicato per la prima volta a Bristol per i tipi di J.W. Arrowsmith nel 1891, due anni dopo il successo ottenuto dal romanzo Tre uomini in barca (Three men in a Boat). In Germania, dove Il Diario d’un pellegrinaggio è ambientato, si inaugurarono addirittura i primi Jerome Club, che riunivano gli estimatori dello scrittore britannico. Questa volta, gli uomini in viaggio sono due, e la loro odissea squinternata si svolge in treno attraverso alcune delle più belle città tedesche. Nel romanzo, Jerome anticipa, per molti versi, quello che sarà il suo successivo best-seller Tre uomini a zonzo (Three men on the Bummel) e delinea con il consueto umorismo caratteristiche e idiosincrasie del popolo tedesco, senza trascurare quelle dei tipici gentiluomini inglesi in vacanza. Al sottile umorismo, però, si alternano riflessioni profonde e inaspettate, che delineano quella spontanea spiritualità che caratterizzerà alcune delle opere più tarde dello scrittore.

  • La “Cocotte” di: De Roberto Federico 12,00

    La Cocotte insieme a Due morti e All’ora della mensa fa parte di una raccolta di novelle pubblicate per la prima volta nel 1920 per i tipi della Casa Editrice Vitagliano. I tre racconti possono essere definiti “racconti di guerra”, anche se la guerra è soltanto lo sfondo che si intravede più o meno nitidamente nella vicenda umana dei protagonisti. Ne La Cocotte, in particolare, De Roberto delinea magistralmente lo stridente contrasto tra la guerra e l’amore di una giovane coppia che, appena sposata, è costretta a separarsi a causa del primo conflitto mondiale. Il personaggio principale è Adriana, giovane donna e giovane sposa, eroina a metà tra ottocento e novecento,
    che, spinta dal sentimento amoroso, cercherà di ricongiungersi al marito in ogni modo, a costo anche dimettere a repentaglio il proprio onore.
    Una storia di altri tempi, carica di emozioni, che riporta il lettore ad una atmosfera ormai perduta di ideali e valori che travalicano l’ordinario.

  • Ignazio Florio di: Marasà Giovanni 10,00

    Ignazio Florio. Avventure galanti di un Play-boy della Belle Époque condensa in poche pagine quello che passerà alla storia come il mito di Ignazio Florio. Attraverso i racconti esilaranti e le avventure al limite del romanzo di appendice del grande magnate palermitano, si delinea il cursus honorum di un uomo che con il fascino e il denaro poteva avere tutto ciò che desiderava, comprese le donne più belle del mondo. Lina Cavalieri, Cléo de Mérode, Liane de Pougy, la Bella Otero, sono solo alcuni dei nomi delle femmes fatales che il giovane Ignazio conquistò, soffiandole spesso e volentieri alle teste coronate europee. Un corteggiatore raffinato e testardo che non badava a spese pur di entrare nel cuore di una donna, ma anche un uomo che, a causa delle proprie passioni, lasciò naufragare un impero industriale di cui, ancora oggi, tutti parlano.

  • La rivolta dei numeri e altre storie controvento di: Ricca Mario 22,00

    Il re di tutti i misteri è il futuro. Per svelarlo esiste solo una via, ma è fatta di orme che svaniscono presto, come fossero impresse nell’acqua.
    Sono le storie, giocattoli di voce e fantasia, dono prezioso di alcuni uomini e di tutti i bimbi. Sono storie quando le ascolti, rifiabe quando le ricorderai.
    E se con la mente rifiaberai, sul manto del futuro t’incamminerai. Ma dovrai farlo continuamente, senza smettere mai.
    Perché se ti distrarrai, l’orientamento perderai. E allora, smarrito, belve feroci all’orizzonte vedrai, fameliche divoratrici della tua libertà, capirai.
    Forse presto, forse tardi, forse mai. C’era una volta quel che sarà; era ieri quel che verrà. L’inizio di ogni storia è una formula magica, un tuffo nel domani con gli occhi del presente e le orecchie del passato.
    Perciò, pensando a queste storie, potrai dire «proprio ieri starà per avvenire…» Un potere meraviglioso. Ma artefici di questa magia saranno solo e semplicemente le parole. Parole tue.

  • La notte delle sedie volanti di: Barone Enzo 12,00

    La notte delle sedie volanti è una raccolta di racconti scritti tra il 2011 e il 2013, nella quale l’autore si diverte a spiazzare il lettore giocando con stili, temi e linguaggi sempre diversi tra loro, in una disomogeneità tematica e stilistica che, per assurdo, diviene il motivo conduttore dell’intera raccolta.

    Questa poikilia (contaminazione di generi) è, per Enzo Barone, null’altro che la ricerca della rappresentazione del mondo così come esso si presenta al suo osservatore. Ed è per questa ragione che, nella lettura, si passa, come volgendo improvvisamente lo sguardo, dal dramma individuale di colui che è costretto ad effettuare una scelta, al racconto umoristico e paradigmatico; dalle avventure di un moderno picaro, all’apologo sociale; dal monologo esistenziale, al racconto di pura contemplazione lirica.

    Una varietà che lascia al lettore la più ampia scelta interpretativa ed all’autore la convinzione di avere indubbiamente divertito chi legge.

  • Ha quasi smesso di piovere di: Calì Raffaella 15,00

    Emma è una donna, una donna con la D maiuscola. Una donna che soffre e che si sacrifica, una donna la cui vita è sempre in bilico tra il “dovere” e il sentimento. Una donna che vive intensamente la sua vita, che cavalca la propria esistenza. Aperta al nuovo e al cambiamento, Emma ha necessità di capire se stessa e vedere il mondo con occhi nuovi: di amare, di essere amata, di insegnare ad amare.
    Una scrittura limpida, intrisa di realismo magico, un’atmosfera sospesa che imprigiona totalmente il lettore.

  • L’uomo che raddrizzò la Torre di Pisa di: Montalbano Alberto 16,00

    La parola nostalgia fu coniata nel 1688 da uno studente di medicina dell’Università di Basilea, che la definì “una malattia cerebrale dalle cause essenzialmente demoniache”. Perché il demonio, si sa, è ingannatore. Inganni sono i teneri ricordi che il principe delle tenebre lascia affiorare alla nostra memoria. Un miraggio è il borgo natio che ci fa ardentemente rimpiangere. Un’ illusione è la vita che crediamo d’aver vissuta. Cinque storie di mafia, di fantasmi, di filtri d’amore e di memorie ingannatrici.

  • Le mani sul vetro di: Palumbo Daniela 14,00

    Le mani sul vetro sono mani che spingono per uscire, per venire fuori da uno spazio divenuto soffocante o letale; luoghi di reclusione e di (auto)esclusione dai quali si avverte l’urgenza di evadere, mettersi in salvo. Sono dita che premono, in preda ad uno spasmo crescente, nello sforzo istintivo e talora bestiale di sfuggire al pericolo, lottare per sopravvivere,
    passare oltre.
    Dall’ossessione del doppio o del diverso (Nec vir nec mulier, Il geco sulla zanzariera) all’angoscia della perdita e dell’abbandono (La stanza dei bottoni, Il gioco non vale la candela, Ciao Ciàula), la paura scorre come un fiume in piena, lungo una serie di situazioni paradossali, costantemente in bilico tra la visione onirica e il dilagare del delirio nella vita reale.

  • Campanella di: Sarò Maria Cristina 12,00

    Sicilia. Sciacca e vigneti tra Menfi e il Belice. Ina e Campanella sono giovani e innamorati.
    Ina appartiene alla famiglia Pensabene, la famiglia mafiosa che controlla l’economia e il territorio. Campanella è un giovane avvocato, ha un cugino di nome Franco che parla con la vigna ed è matto. È il 1984 quando ha inizio il processo Campanella, chiamato così perché il giovane avvocato viene trascinato in tribunale dalla famiglia Minchialuzzo, che rivendica un matrimonio e il danno di un lotto di vigne bruciate. Durante il processo, Ina scompare e il suo corpo viene ritrovato in mare. Il processo dura trent’anni e si ripete come la vendemmia. Le storie s’intrecciano come le viti, si piegano e si accasciano l’una sull’altra. Le cinque fasi del vino diventano le fasi della vita di quest’uomo che rimane solo contro tutti e senza
    Ina; rimane con la promessa di un fiore dentro alla bocca, una campanella, che getta ogni sera in mare per lei.

  • Il palazzo dei re di: Penna Aldo 14,00

    La più antica residenza reale d’Europa e sede imperiale con Federico II ospita oggi l’Assemblea regionale siciliana. Tra mura dilaniate da complotti e lotte intestine, i nuovi inquilini del Palazzo dei Re difendono odiosi privilegi e promettono cambiamenti che non arriveranno mai.
    Una donna che occupa quegli scranni, Clara Biancavilla, deputato dell’opposizione, viene ritrovata cadavere nella sua casa di campagna, priva di abiti e distesa sul letto. La pista battuta è quella mafiosa, ma un piccolo giornale di provincia e i colleghi parlamentari la ritengono vittima della sua esuberante passione per gli uomini.
    Gaetano Flores, giornalista di cronaca nera, coinvolto suo malgrado, avvia un’inchiesta sul delitto. I suoi articoli danno fastidio e le reazioni non tardano ad arrivare. Mai durante i suoi lunghi anni da cronista ha subito avvertimenti così ravvicinati e gravi.
    Stretto tra le difficoltà professionali e i tormenti di un’agitata vita sentimentale, Flores si accorge del potere delle donne sulla sua vita.
    Alla perenne ricerca di un amore salvifico incontra Claudia, una ragazza che lo aiuta a superare la fine della sua storia più lunga e vera, ma lo pone davanti a un drammatico dilemma.