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  • L’OFFICINA INTERNAZIONALE DI VITTORIO PICA ARTE MODERNA E CRITICA D’ARTE IN ITALIA (1880-1930) di:

    Critico d’arte, collezionista, curatore di grandi eventi espositivi di taglio internazionale, Vittorio Pica rappresenta una singolare “eccezione” nel panorama dell’arte in Italia fra Otto e Novecento. D’eccezione, infatti, era solito definire gli artisti di suo maggior interesse, impegnati, come lui, sul fronte di un radicale rinnovamento della cultura visiva italiana, di respiro e ambizioni cosmopolite.
    I saggi presenti in questo volume ricostruiscono vari aspetti dell’attività di Pica e approfondiscono singoli momenti della sua vasta produzione critica: dagli scritti dedicati alla grafica all’interesse per la pittura inglese, dal lavoro nella redazione di «Emporium» alle scelte come segretario generale della Biennale di Venezia, dalle incursioni nella pittura francese del XVIII secolo agli interventi in area simbolista belga, dalle generose aperture sull’illustrazione per l’infanzia al confronto con altri critici e intellettuali della sua generazione. Emerge così, del critico italiano, un profilo ancora più ricco e complesso, da rileggere nel più ampio contesto del sistema dell’arte in Europa a cavallo fra i due secoli.

  • PIETRE BILIARI di: 14,00

    Questo di Stefano Vivacqua è uno zibaldone di aforismi, una felice raccolta di frammenti di un discorso ininterrotto. Aveva ragione Giorgio Manganelli: nello zibaldone “la musa è la distrazione, intesa come concentrazione frammentata e discontinua, un discorrere erratico, per proposizioni sensate solo labilmente”.

  • IL PATRIMONIO DEGLI EQUIVOCI Allarme beni culturali in Sicilia di: 17,00

    Poco più di quarant’anni fa lo Stato trasferiva alla Regione Siciliana i poteri in materia di beni culturali. Anziché promuovere la partecipazione democratica dei cittadini alla politica della tutela
    e della valorizzazione, la Regione ha creato un sistema parallelo che ha messo in ombra sia l’una che l’altra, privilegiando il finanziamento di una miriade di singole iniziative, effimere e decontestualizzate, prive di un vero disegno di politica culturale. Uno dei patrimoni culturali più importanti del mondo è diventato così un patrimonio degli equivoci, cosa che ha demotivato
    e delegittimato le migliori professionalità, strumentalizzando i bisogni di migliaia di precari e bloccando le prospettive di lavoro di tanti giovani qualificati. Gli autori, con una rigorosa e documentata ricostruzione d’inchiesta e attraverso l’analisi dei singoli capitoli di bilancio, accendono un “allarme rosso” su un’emergenza gravissima, dalla quale è forse possibile uscire attraverso un ripensamento serio della politica siciliana dei beni culturali.

  • ORIENTE E OCCIDENTE Viaggiare per raccontarlo di: 12,00

    Viaggiare è aprirsi, conoscere, capire,vivere tout-court.
    Marcella Croce ha conosciuto molti paesi grazie al suo lavoro di insegnante, non visitandoli come semplice turista ma vivendone la quotidianità pienamente per lunghi periodi all’interno del loro tessuto sociale autentico. A questo ha unito la sua curiosità pura ed il suo amore per la storia dei popoli, per i loro usi e costumi, per la loro weltanschauung. Tra Palermo e gli Stati Uniti, Messico e Iran, Giappone ed Etiopia, Brasile e Irlanda, isole siciliane e mille altri luoghi ancora “Oriente e Occidente, viaggiare per raccontarlo” è un reportage autentico e coinvolgente scritto con prefonda “sumpateìa” alla maniera greca da una palermitana cittadina del mondo che grazie alla lingua “passa il mare”.

  • FESTE RELIGIOSE AL CAPO di: 24,00

    Le feste religiose sono certamente momenti elettivi di espressione devozionale ma sono anche occasioni di rappresentazione e riaffermazione di un ideale ordine sociale e del correlato sistema di valori nonché momento di esaltazione del patrimonio, della tradizione e della memoria. Tale fenomeno si osserva anche nelle feste dei principali quartieri delle metropoli meridionali. Così a Palermo dove, a dispetto dei processi di trasformazione che hanno interessato l’assetto urbano e il tessuto sociale, particolarmente di alcune zone del centro storico, può dirsi che alcuni quartieri abbiano mantenuto una riconoscibilità verso l’esterno e visto perdurare e rinnovarsi nei suoi abitanti un condiviso senso di appartenenza a un luogo e a una storia peculiari. Il Capo, in particolare, continua a declinare una sua specifica identità che si definisce e alimenta, non secondariamente, attraverso la fitta rete di relazioni, esplicite e implicite, visibili e invisibili,
    verticali e orizzontali, sentimentali, politiche e economiche che intesse la vita religiosa e, particolarmente, le attività cultuali e processionali promosse e gestite dalle ancora numerose onfraternite presenti sul territorio.
    La sua vita religiosa pubblica conosce, difatti, oltre che una larga partecipazione popolare, una diffusa articolazione temporale, tanto da potersi dire che il Capo presenta un suo solido calendario
    cerimoniale che si inserisce, mantenendo una chiara autonomia, nel più ampio insieme delle feste urbane. I giorni di festa vedono trasformarsi il paesaggio del quartiere e del mercato: le fastose luminarie che incoronano le strade e si distendono sulle facciate delle chiese, le stoffe multicolori dispiegate dai balconi, i manifesti variopinti sui muri delle case, il peculiare paesaggio sonoro (il rullare dei tamburi, la banda musicale, le acclamazioni, le esplosioni pirotecniche), l’atteggiarsi degli stessi abitanti che fanno sfoggio degli abiti migliori esponendo un benessere effimero che li solleva per un attimo da miserie morali e materiali,
    sono tutti elementi che concorrono a segnalare il farsi di un tempo e di uno spazio di qualità non
    ordinarie e a riaffermare, ciclicamente, l’esserci di una comunità e della sua storia.

  • Palermo, il tram ieri oggi domani di: 60,00

    La nascita degli omnibus, dei tramways a cavalli nella seconda metà dell’800, la trasformazione della rete tranviaria con veicoli elettrici (alla fine del XIX secolo), lo sdoppiamento delle Società esercenti i servizi, le difficoltà economiche in cui entrambe (la Società Sicula Tramways-Omnibus e Les Tramways de Palerme) sono vissute per buona parte della loro vita, sono oggetto di questo volume che presenta la storia dei tram a Palermo, oltre che con il testo, con un ricco panorama iconografico, Questo libro non è una testimonianza nostalgica, ma una occasione per contribuire
    a rivitalizzare il rapporto fra cittadini e azienda pubblica. Il suo contenuto, inoltre, comprende tre capitoli che si occupano della rinascita del tram a Palermo, cominciando dalla parte amministrativa preparatoria e dall’inserimento del mezzo su ferro nel tessuto urbano palermitano con le quattro linee in esercizio, e arrivando all’altra, più interessante, legata all’iniziativa dell’Amministrazione Comunale che prevede la realizzazione di nuovi tracciati tranviari e, quindi, di una densa rete di trasporto pubblico, fondamentale per il soddisfacimento della mobilità dei cittadini.