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    Natale Tommaso

ISBN: 978-88-97373-02-5
Categorie: ,

Riflessioni politiche intorno all’efficacia e necessità delle pene

di: Natale Tommaso

Nel 1764, a Milano, il giurista illuminista Cesare Beccaria dà alle stampe il suo famoso saggio dal titolo “Dei delitti e delle pene”. Un testo che rivoluzionò il concetto di pena da comminare al reo e sancì l’inopportunità, se non l’inutilità, della pena di morte e della tortura. Quasi le identiche teorie filosofiche e analoghi […]

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Nel 1764, a Milano, il giurista illuminista Cesare Beccaria dà alle stampe il suo famoso saggio dal titolo “Dei delitti e delle pene”. Un testo che rivoluzionò il concetto di pena da comminare al reo e sancì l’inopportunità, se non l’inutilità, della pena di morte e della tortura. Quasi le identiche teorie filosofiche e analoghi principi giuridici sono contenuti nelle “Riflessioni politiche sull’efficacia delle pene” che cinque anni prima, nel 1759, il Tommaso Natale aveva abbondantemente elaborato. Solo che, per pigrizia e indolenza (forse anche per paura della onnipresente Inquisizione allora operante in Sicilia), preferì parlarne con amici di tutta Italia ma non darle alle stampe, tenendosi le sue “Riflessioni” chiuse in un cassetto di una scrivania del suo ricchissimo (di libri) studio dell’ampio palazzo sito a Palermo nei pressi di porta Termini, oggi via Garibaldi.
Veste editoriale: Cucito filo/refe in Brossura
Colori interno: Monocolore
Autore: Natale Tommaso
Tommaso Natale nacque a Palermo il 3 giugno 1733, fu professore all’Università di Palermo e ricoprì importanti cariche pubbliche fra le quali quella di deputato del Regno. La sua opera “Riflessioni politiche sull’efficacia delle pene” venne stampata solo nel 1772 dalla tipografia Bentivegna di Palermo, senza alcuna variazione rispetto al manoscritto del 1759, con una postilla a futura memoria: “Io scrissi le mie riflessioni mentre mi trovavo l’anno 1759 in Napoli, e molto prima, per conseguenza, che fosse pubblicato il saggio sistema del signor Beccaria intorno ai delitti e alle pene”. In questa amara e risentita frase c’è, senza giri di parole, la rivendicazione della “primogenitura” oscurata dal postumo popolare “saggio sistema del signor Beccaria”.