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  • FESTE RELIGIOSE AL CAPO di: 24,00

    Le feste religiose sono certamente momenti elettivi di espressione devozionale ma sono anche occasioni di rappresentazione e riaffermazione di un ideale ordine sociale e del correlato sistema di valori nonché momento di esaltazione del patrimonio, della tradizione e della memoria. Tale fenomeno si osserva anche nelle feste dei principali quartieri delle metropoli meridionali. Così a Palermo dove, a dispetto dei processi di trasformazione che hanno interessato l’assetto urbano e il tessuto sociale, particolarmente di alcune zone del centro storico, può dirsi che alcuni quartieri abbiano mantenuto una riconoscibilità verso l’esterno e visto perdurare e rinnovarsi nei suoi abitanti un condiviso senso di appartenenza a un luogo e a una storia peculiari. Il Capo, in particolare, continua a declinare una sua specifica identità che si definisce e alimenta, non secondariamente, attraverso la fitta rete di relazioni, esplicite e implicite, visibili e invisibili,
    verticali e orizzontali, sentimentali, politiche e economiche che intesse la vita religiosa e, particolarmente, le attività cultuali e processionali promosse e gestite dalle ancora numerose onfraternite presenti sul territorio.
    La sua vita religiosa pubblica conosce, difatti, oltre che una larga partecipazione popolare, una diffusa articolazione temporale, tanto da potersi dire che il Capo presenta un suo solido calendario
    cerimoniale che si inserisce, mantenendo una chiara autonomia, nel più ampio insieme delle feste urbane. I giorni di festa vedono trasformarsi il paesaggio del quartiere e del mercato: le fastose luminarie che incoronano le strade e si distendono sulle facciate delle chiese, le stoffe multicolori dispiegate dai balconi, i manifesti variopinti sui muri delle case, il peculiare paesaggio sonoro (il rullare dei tamburi, la banda musicale, le acclamazioni, le esplosioni pirotecniche), l’atteggiarsi degli stessi abitanti che fanno sfoggio degli abiti migliori esponendo un benessere effimero che li solleva per un attimo da miserie morali e materiali,
    sono tutti elementi che concorrono a segnalare il farsi di un tempo e di uno spazio di qualità non
    ordinarie e a riaffermare, ciclicamente, l’esserci di una comunità e della sua storia.

  • Palermo, il tram ieri oggi domani di: 60,00

    La nascita degli omnibus, dei tramways a cavalli nella seconda metà dell’800, la trasformazione della rete tranviaria con veicoli elettrici (alla fine del XIX secolo), lo sdoppiamento delle Società esercenti i servizi, le difficoltà economiche in cui entrambe (la Società Sicula Tramways-Omnibus e Les Tramways de Palerme) sono vissute per buona parte della loro vita, sono oggetto di questo volume che presenta la storia dei tram a Palermo, oltre che con il testo, con un ricco panorama iconografico, Questo libro non è una testimonianza nostalgica, ma una occasione per contribuire
    a rivitalizzare il rapporto fra cittadini e azienda pubblica. Il suo contenuto, inoltre, comprende tre capitoli che si occupano della rinascita del tram a Palermo, cominciando dalla parte amministrativa preparatoria e dall’inserimento del mezzo su ferro nel tessuto urbano palermitano con le quattro linee in esercizio, e arrivando all’altra, più interessante, legata all’iniziativa dell’Amministrazione Comunale che prevede la realizzazione di nuovi tracciati tranviari e, quindi, di una densa rete di trasporto pubblico, fondamentale per il soddisfacimento della mobilità dei cittadini.

  • TITA E LEO di: 13,90

    “Tita e Leo. Piccole storie per bambine e bambini” è una storia a fumetti  pensata per insegnare ai piccoli, a partire dai 3 anni, il rispetto reciproco attraverso concetti semplici, come la libertà di espressione e di azione senza condizionamenti. Tita e suo fratello Leo, assieme ai loro genitori ed amici e amiche, si confrontano con i più comuni stereotipi di genere nella vita di tutti i giorni: a casa, a scuola, a trascorrere il loro tempo. In ogni episodio i due protagonisti, In questo primo cofanetto vi presentiamo 4 episodi: Il grembiule, Giocattoli per tutti, Mi vesto come mi piace e Tutti in palestra!

  • MAREDOLCE di: 18,00

    Nella multietnica Palermo normanna del XII secolo una giovane donna, arrivata dal nord in cerca di rifugio, impara a superare la propria diffidenza e a integrarsi in quella nuova eccitante realtà.
    Mille anni dopo, nella stessa città immaginata ormai violenta e inospitale, un’altra donna si trova a vivere un’esperienza opposta: a sconvolgere la sua esistenza borghese piomba, rompendo ogni
    equilibrio, un clandestino in fuga dalla guerra, drammaticamente sbarcato sulle coste dell’occidente. Due voci femminili raccontano le differenze, un desiderio che si spinge fino a inseguire il
    più impossibile degli amori. Sullo sfondo fa da controcanto la voce di Maredolce, sognato come luogo di delizie e dimenticato dall’incuria e dal tempo. Tra le radici umide del terreno una volta
    lambito dal lago, si nascondono i semi di essenze antiche, pronti a rifiorire quando il mondo avrà pace.

  • MISTER GARIBALDI di: Savoia Salvatore 15,00

    Nel gennaio 1959 sulla banchina del porto di Palermo da un transatlantico proveniente da New York sbarca un uomo anziano, imponente e silenzioso, con un pesante cappotto grigio addosso. Manca dall’Italia da quasi quarant’anni. La sua è una storia singolare, drammatica e differente da quella dei milioni di emigrati che dalla fine dell’ottocento agli anni 30 traversarono l’oceano per cercare sicurezza o libertà. La sua vita è costellata da mille avventure e disavventure e da una miriade di personaggi che raccontano la loro storia di gioie o di dolore. Tutte persone che hanno provato o stanno provando a ridisegnarsi spazi, vita e sogni sulle sponde dell’Hudson o nella Palermo del dopoguerra. Sotto gli alberi rossi del Greenwich Village qualcuno di loro ce l’ha fatta e solo una vecchia insegna di uno store, il “Garibaldi”, riecheggia ancora icone e miraggi del vecchio mondo. Un romanzo insolito, in cui le illusioni sono
    costantemente sopraffatte dalle disillusioni, con il solo miraggio di un porto sicuro dove attraccare.

  • IO, ROSALIA N. di: Alù Rita 14,00

    “Nella Palermo del Seicento, una donna ritaglia per sé un destino non comune.
    Figlia del grande pittore Pietro Novelli, Rosalia fin da bambina prova un irresistibile trasporto verso il disegno e la pittura, ammirata e a volte quasi soggiogata
    dalla figura paterna. Volitiva e tenace, Rosalia costruisce giorno dopo giorno lo spazio di cui ha bisogno per esprimersi, dando dimostrazione di non essere “da
    meno” rispetto agli artisti dell’altro sesso. In età matura un profondo rapporto di amore materno la legherà a un’altra donna: Anna Fortino, nota ceroplasta palermitana,
    inizial-mente allieva della sua scuola per apprendisti pittori, alla quale riuscirà a trasmettere la sua passione e il suo coraggio.
    A partire da una documentazione non certo imponente, l’autrice disegna con pennellate sottili la vita travagliata della protagonista, supplendo in parte con la sua
    fantasia alle mancanze archivistiche: il risultato è un romanzo storico all’interno del quale la vera storia di una città e di un popolo fa da sfondo alla storia di una
    donna che ha sicuramente precorso i tempi”.

  • I CINQUE GITANI di: Puglisi Claudio 12,00

    Alla vigilia di un afoso ferragosto, arrivano a Roma cinque musicisti gitani per una tournée estiva.

    Bisognosi di un alloggio si rivolgono ad un’agenzia immobiliare dove incontrano il neo assunto Piero, lasciato solo in ufficio per sbrigare le ultime incombenze

    prima della chiusura estiva. L’arrivo dei cinque manda all’aria l’unico desiderio del ragazzo: passare gli imminenti giorni di libertà completa-mente da solo steso

    sul suo letto, su candide lenzuola, avvolto in una dolce inedia, pronto a lasciare vagare la mente nel ricordo di estati lontane, trascorse nell’infanzia nella campagna

    siracusana a casa del nonno paterno. Infatti, a dispetto di ogni suo programma, e nonostante la sua volontà, Piero viene coinvolto nell’organizzazione della tournée dei musicisti e con loro inizia a girovagare per una Roma estiva, solitaria, polverosa e praticamente inedita, tra le stazioni di metropolitana periferiche e i campi Rom ai margini della città.

    La forzata intimità a cui i gitani lo costringono e tutti gli strani personaggi con cui Piero entra in contatto, porta il ragazzo a riconoscere in ciascuno di questi pezzetti

    di sé stesso, frammenti sparsi sia della sua memoria che del suo presente,

    in definitiva della sua esistenza.

    Piero inizia quindi un viaggio dove può fisicamente vedere, stringere, accogliere

    oppure allontanare, i suoi ricordi, i suoi desideri, le sue speranze, gli inganni. Un

    viaggio che lo porta a prendere atto dell’equilibrio autoimposto di cui è prigioniero

    e di distruggerlo per tentare di ricostruire un altro se stesso.

  • Per una storia dell’Ospedale Civico di Palermo di: Chifari Angelo 14,00

    Le pagine che seguono rappresentano indubbiamente una prima rigorosa base di conoscenza della travagliata storia del nostro più importante ospedale cittadino, arricchito da brevi note sulla genesi delle altre strutture ospedaliere ottocentesche. Le notizie inedite e gli spunti di riflessione offerti sono davvero tanti e sorprendenti, a riprova di come i “fatti” possano essere rimossi dalla memoria collettiva con inquietante facilità. Chifari li ha sottratti all’oblio e ce li ha proposti nella loro essenzialità e linearità, consentendo agli studiosi di proseguire e approfondire la ricerca e ai lettori generalisti di scoprire temi e questioni che appaiono persino di cocente attualità.

  • Camera delle meraviglie di: Giarrusso Valeria, Cadili Giuseppe, 14,00

    “La Camera delle Meraviglie, nel suo genere, è un esempio unico al mondo”.
    È una stanza straordinaria che ti accoglie, ti avvolge e ti dà la sensazione di trovarti immerso d’improvviso in un luogo fantastico, dove spazio e tempo si annullano. Una vera e propria opera d’arte, un capolavoro che ci fa capire, se mai ancora ce ne fosse bisogno, di quanto Palermo sia stata da sempre una città multiculturale.
    Le parole e le immagini di questo libro aiutano il lettore ad apprezzare l’unicità del luogo.

  • Piacere Bianca di: Alessandra Marcello 12,00

    Bianca è una bambina, ma solo nella mente e soprattutto nel cuore dei suoi genitori.
    Bianca è un pensiero, un pensiero d’amore, quell’amore che solo un genitore può provare e che, nel romanzo, fa vivere i protagonisti tra realtà e fantasia.
    Bianca è un’attesa, un’attesa narrata da un punto di vista speciale, quello della piccola protagonista, in una carrellata di volti, immaginari, luoghi, odori, sentimenti, storie private e in un’alternanza temporale giorno/notte che scandiscono magistralmente
    il ritmo narrativo.
    Una dimensione esistenziale che si intreccia a quella di fiaba dove la partecipazione attorno alla nuova vita che arriverà e la riflessione circa i cambiamenti di
    quelle già esistenti, avviene in un registro assolutamente corale. Bianca è una vita, una vita che lascia momentaneamente sospesi, che fa palpitare, che si guarda con le altre, che è bella sempre e comunque.

  • IN PRINCIPIO ERA DOLORES di: Maniaci Giorgio 14,00

    Carlo Barbisio, un single quarantenne, da sempre in cerca di una storia d’amore autentica, ripercorre, in un momento di grave crisi, tutte le storie sessuali e amorose della sua vita. Storie raccolte in un diario dalla copertina nera. E da dove cominciare se non dal principio, dal suo primo e indimenticabile amore catalano, Dolores? Dolores, è stata la donna che ha amato di più nella sua vita, e il cui amore viveva come indivisibile, perché non riusciva a separare, come in un mosaico, i “pezzi” di Dolores.

    Dolores fu la prima, e indimenticata, ma altre ne seguirono. Carlo Barbisio rivive, dunque, le storie rocambolesche, tragico-comiche, sessualmente grottesche della sua esistenza, e i tanti personaggi da teatro dell’assurdo, sempre sull’orlo di una crisi di nervi, che hanno popolato la sua vita. La ragazza che amava le ingiunzioni paradossali, la donna del destino, la fanciulla dalle tentazioni irrealizzate, Miss incomunicabilità, la femminista castratrice di uomini, la fanciulla senza macchie. Oscillante tra passato e presente, tra ironia e rabbia, tra anticlericalismo e nevrosi, tra dialoghi surreali con il suo alter Ego e amici infrequentabili, In Principio era Dolores è un saggio incompiuto sulla condizione amorosa, un manuale sull’amore, un insieme di regole per evitare l’inevitabile coazione a ripetere, uno spaccato ironico sui danni di un’educazione violenta e illiberale.

  • Come uno che passa di: Bianco Vito 12,00

    La vita è quella del ricordo. Strana ipotesi, il presente, per non parlare del futuro: un giorno progresso e l’altro apocalisse. Vito Bianco lo sa che la vita è quella del
    ricordo e che bisogna andare a prenderla dove l’abbiamo lasciata l’ultima volta. Andare: c’è forse discorso senza viaggio? Poesia migrante, la sua; vettoriale: da
    Sud verso la direzione opposta, perché da un bel po’ il vento è girato e il canto giunge dall’Africa. Nella sua rotta tutta verticale avviene l’incontro con “i padri
    mai stanchi”, che vanno à rebours, come gli affaticati e gli insonni: la democrazia degli stati d’animo è l’ultimo spettacolo del mondo. Vito Bianco è andato al
    Nord, ha lasciato i suoi libri dalle parti di Agrigento: il grave, per ordine di Newton, sta a fondo. Le poesie, lette in sequenza, costruiscono una storia, e dal basso
    continuo del racconto emergono nitide le immagini di una quotidianità osservata con occhi da straniero: figure femminili “in giacca a vento blu”, “una bionda che
    sbadiglia”, “la lana di un pensiero che si smaglia”. Poesie urbane, come le tele di Sironi; ma urbane anche nell’accezione di starsene da canto.